Noi e la ceroplastica

La “Associazione Museo del Giocattolo Pietro Piraino” con il suo atelier-laboratorio per la ceroplastica, è oggi nelle condizioni di   restaurare tutti quei manufatti in cera , altrimenti   destinati all'abbandono e alla dispersione, riportandoli al loro splendore originale, ma anche e soprattutto, è in grado di creare ex novo, gruppi scultorei sacri e profani, nel rispetto totale delle tecniche più fedeli e rigorose della vecchia scuola ceroplasta siciliana in linea con la tradizione iconografica cara alle etnie della nostra terra.
La produzione di ex voto in cera costituì, sino alla fine dell’ottocento, la principale
 voce di reddito del ceroplasta; poi sopraggiunse il novecento con l’industrializzazione e coi nuovi materiali il cui uso segnò il tramonto di un’arte che aveva dato, per secoli, lavoro a tanti artigiani e artisti. 
Le botteghe dei " Bamminiddari"  (creatori di Bambinelli), sparirono una dopo l’altra (alla fine dell’ottocento se ne contavano, solo a Palermo, più di 50) : nessuno ebbe più interesse a continuare un’arte che non dava prospettive di reddito. 
Da quel momento, per l’assenza di operatori del settore, le cere rotte o ammalorate da restaurare e recuperare furono buttate e disperse, distruggendo così un patrimonio culturale insostituibile per la lettura della storia e delle tradizioni popolari della Sicilia. Da questa realtà nacque l’idea di inserire nella struttura del museo un laboratorio per il restauro e la produzione dei manufatti in cera.