La Certosa di Villa Butera a Bagheria (Pa)

Fra le tante Ville settecentesche che impreziosiscono il territorio di Bagheria, città a soli 12 Km. da Palermo, questa si distingue per la sua storia particolare, per l’originalità dell’architettura e per la ricercatezza degli affreschi eseguiti dal Velasco (inteso come il Velasquez siciliano).

La Certosa, padiglione neoclassico con pronao a quattro colonne doriche, adagiate su base a scalini e affreschi, venne realizzata nel 1797 per volere del principe Ercole Michele Branciforti e Pignatelli, a chiusura del grande parco, con tracciati di vialetti convergenti verso la fontana dell'Abbondanza dello scultore Marabitti (oggi a Villa Trabia).

L'edificio fu progettato come dependance di Villa Butera in cui ospitare, degnamente, gli ospiti illustri del principe Branciforti.

A tale scopo, al piano terra furono realizzati quattro piccoli residences con alcova, salottino e, cosa unica per l’epoca, bagno con W.C e acqua calda e fredda centralizzata.

Sempre al piano terra, un salone delle feste, cucina, lavatoi e alloggi per la servitù. Al piano superiore, il Principe volle una sorta di “wunderkammer” per il divertimento e lo stupore degli ospiti. Trattavasi di un bizzarro museo del costume con figure in cera di monaci certosini, eseguite dal Ferretti, alle quali dettero anche volto noti personaggi dell'epoca quali Luigi XVI, Ferdinando di Borbone, Orazio Nelson e Maria Carolina, Ruggero il Normanno, e lo stesso Ercole Michele Branciforti.

In buona sostanza, possiamo affermare che il Museo delle Cere della Certosa è da considerare come antesignano e precursore dei Musei Grevin e di M.me Tussaud.

La singolarità dell'idea rese la "Certosa" molto conosciuta e meta turistica obbligata.

Purtroppo, nel novecento, la struttura venne abbandonata all’incuria e al degrado, e usata come stalla e deposito di materiali di risulta. Tutto quanto poteva essere asportato, mattoni compresi, fu trafugato.

Oggi, con un attento e costoso intervento di restauro, la Certosa, tornata a nuova vita, ospita il “Museo del Giocattolo e delle Cere Pietro Piraino” dotato di un’aula multimediale, di un laboratorio per la ceroplastica, di un’aula per la didattica, del book shop e della cafeteria.

Le collezioni dei giocattoli e delle cere presenti nel Museo, riconosciute di grande valore demo-etno-antropologico, sono state sottoposte a decreto di vincolo dei BB.CC.AA della Regione Sicilia, ai sensi dei DDS n. 8267 e DDG n. 1017.