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Osservatorio outsider art

Oggi 16 maggio 2018 è stato presentato il 15° numero della prestigiosa rivista semestrale "Osservatorio outsider art". Al suo interno un lungo e specialistico articolo corredato da splendide fotografie, parla al mondo del Museo del giocattolo e delle cere e della sua storia. Nel rivolgere un sentito grazie all'Associazione Culturale Outsider Art, Palermo e all'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, Palermo, ricordo a quanti interessati, che la rivista è commercializzata su Internet da AMAZON.

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Arbor vitae crucifixae J. Christi

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Sempre alla ricerca di nuovi argomenti espositivi che possano coinvolgere e suscitare interesse nei tanti visitatori studiosi, amanti del bello, storici o semplici curiosi che ancora avvertono l’importanza prioritaria della cultura e della conoscenza, il “Museo del giocattolo e delle cere” di Bagheria (PA) ha l’onore di presentarvi l’ultima fatica del suo fondatore, Pietro Piraino Papoff e della di lui figlia, la scenografa costumista Laila Piraino. Trattasi di una grande teca con dentro una scenografia di tipo presepiale che si rifà al Testo del 1305 di Frate Ubertino da Casale, “Arbor vitae crucifixae J. Christi”

Natale al Museo Del Giocattolo

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Natale è alle porte! Noi del "Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino", legati come siamo alle tradizioni popolari napoletane, a ragione dei nostri legami di famiglia con tale città, custode di una secolare tradizione presepiale , non ce ne siamo dimenticati. Per l'occasione comunichiamo agli amici del Museo ed ai suoi estimatori, di essere orgogliosi di accogliere ed esporre il grande presepe realizzato, e a noi donato dalla N.D Nunzia Lo Bue Casini

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Il "Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino" vi presenta '' il bambino asino e la bambina diligente''

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Il "Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino" non si ferma mai. I nostri sforzi sono sempre volti alle migliorie, alla ricerca di nuovi reperti, convinti come siamo di una mission volta alla conservazione di una memoria che non ci faccia dimenticare del nostro passato e della nostra storia. Vi presentiamo i nuovi ospiti del Museo realizzati da Pietro e Laila Piraino: Ferdinando IV di Borbone e la consorte Maria Carolina d'Austria.


Maria Carolina d’Asburgo e il suo consorte Ferdinando di Borbone, Re del Regno delle Due Sicilie, detto “Re Nasone”, fu considerata come una “coppia reale” unica e mal assortita oltre ad ogni immaginazione. Lei, cresciuta negli agi e nel lusso della corte austriaca, fu una donna di grande bellezza, cultura e raffinatezza. Sposò, su commissione, Ferdinando, sovrano “sui generis”, rustico e ben lontano dal concetto di nobiltà che circolava in tutta Europa. Non a caso, la prima impressione di Carolina sul marito, scritta dalla stessa in una sua lettera alla sua ex governante di Vienna, fu: “Mio marito è ripugnante”. Un preludio, questo, che riassume l’intero rapporto dei due regnanti. Ferdinando, cresciuto fra gli scugnizi napoletani, non capiva l’italiano forbito di Carolina e teneva un atteggiamento rozzo e volgare. La regina tentò di avvicinare il Re alle opere in scena al teatro San Carlo, ma, di pronta risposta, lui, annoiato, ordinava al suo maggiordomo piatti di spaghetti che mangiava, rigorosamente, con le mani, scatenando gli applausi e le risate del pubblico. Addirittura, nel corso di una esibizione canora di Carolina, che si accompagnava al clavicembalo, per intrattenere alcuni ospiti, lui costrinse gli uomini presenti, a fargli compagnia mentre era seduto sul pitale. Si intrattenne con loro in una lunga conversazione mentre svolgeva i suoi bisogni corporali.

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La sezione ceroplastica del "Museo del giocattolo e delle cere" si arricchisce di un nuovo gioiello, una cera dedicata a S. Pasquale Baylon, Santo spagnolo molto venerato a Napoli e a Torino, pressochè sconosciuto nel resto dell'Italia.

San Pasquale Baylón protettore dei cuochi prima, inventore dello zabaione e, per questo, protettore delle donne oggi.

Nacque e morì in Spagna nel giorno della Pentecoste (16 maggio 1540 – 17 maggio 1592), è considerato patrono dei cuochi e dei pasticcieri ma anche delle nubili in cerca di marito e popolarmente delle donne in generale poiché, approdato a Torino,per il suo apostolato, consigliava alle sue penitenti che si lamentavano della poca vivacità del consorte, una ricetta segreta che (era lui ad assicurarlo) avrebbe dato vigore e forza al soggetto Venne santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII, entrò rapidamente nella leggenda, tanto che le donne torinesi si scambiavano e consigliavano la sua ricetta per beneficiare del miracolo del Santo Pasquale de Baylón, il cui nome, in dialetto torinese, fu subito abbreviato in San Bajon.

Nacque così a Torino ‘L Sanbajon, in seguito italianizzato in Zabaione o Zabaglione. Questa ricetta varcò i confini sabaudi e venne, col tempo, conosciuta in tutto il mondo, tanto che San Pasquale Baylon è, dal 1722, il Santo Protettore di tutti i Cuochi del mondo.

Il suo culto, oltre che nel luogo di origine, si diffuse particolarmente a Napoli, grazie ai lunghi anni della dominazione spagnola.

Nella tradizione popolare napoletana il nome di San Pasquale fu legato a un’invocazione colorita: «San Pasquale Baylonne protettore delle donne, fammi trovare un bel marito, bianco, rosso e colorito, come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!».

 

 

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Sul finire del 1700, il Principe Ercole Michele Branciforti fece realizzare al suo ceroplasta di corte, tale Ferretti, il cosiddetto “Conventino della Trappa”. Era un bizzarro museo del costume con figure in cera di Monaci Certosini le cui effigi si riferivano a noti personaggi dell’epoca che ebbero a soggiornare alla Certosa. Fra di essi lo stesso Principe, il Re di Francia Luigi XVI°, Ferdinando di Borbone, Orazio Nelson e Maria Carolina, Ruggero il Normanno. Negli anni passati, per l’incuria e l’abbandono, statue, mobili e suppellettili sono stati trafugati o distrutti. Sulla base di alcune foto dei primi del secolo, il “Museo del Giocattolo e delle Cere Pietro Piraino” si è fatto carico della loro riproduzione e del ripristino delle ambientazioni ante quam. Oggi 03/01/2016 il Museo ha l’onore e il piacere di annunciare l’avvenuto riposizionamento, nei locali del Museo, della scena tratta dall’opera teatrale “Adelaide e Comingio”, le statue del Principe Branciforti e del Parroco di Corte di Villa Butera, opera del Ceroplasta Pietro Piraino Papoff e della di lui figlia, la scenografa Laila Piraino. 
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Pietro Piraino e Laila Piraino continuano nel loro impegno di rifare le statue in cera che un tempo costituirono il “Conventino della Trappa” nel Museo delle cere della Certosa di Bagheria.

Sono state trafugate o distrutte, non ci è dato di sapere, ma pian piano ritornano ad opera dei due ceroplasta, ultimi cultori di un'arte antica.

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Ancora uno dei personaggi in cera che, un tempo erano patrimonio della "Certosa di Villa Butera" a Bagheria, va ad aggiungersi a quelli già realizzati da Laila e Pietro Piraino, nel laboratorio di ceroplastica annesso al "Museo del Giocattolo e delle cere Pietro Piraino". Questa volta si tratta, così dicono le cronache dell'epoca, del giardiniere del Principe Branciforti.