Cos’era la Certosa di Villa Butera 

 

Originariamente costituiva un piccolo padiglione in stile neoclassico, posto in fondo al viale centrale di Villa Butera, fatto costruire dal principe Ercole M. Branciforte, a seguito di un voto in onore dei Padri Certosini. La Certosa rappresentava una vera attrazione e,  per la sua singolarità, divenne uno dei primi musei delle cere in Europa. Al suo interno, nella ricostruzione scenografica di un convento, erano inserite  12 statue in cera, a grandezza naturale, di frati certosini coi volti di alcuni celebri personaggi del tempo ritratti nella vita di tutti i giorni.Il Museo delle Cere vero e proprio, chiamato “il conventino della trappa”, era posto al piano nobile dell’ala est della Certosa e vi si accedeva salendo una scala a chiocciola in pietra, oggi non più esistente.

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All’ingresso dell’edificio un chierico, con una brocca in mano, dava il benvenuto ai visitatori con fare affabile, mentre un altro frate tirando la cordicella di una campana avvisava i fratelli della visita. Da un corridoio, nel quale facevano bella mostra un cane San Bernardo, un orso ed un pescecane imbalsamati, si  accedeva alle varie celle. Sulle pareti del corridoio erano appesi quadri ed incisioni di grande valore tra cui vari ritratti come quello dello stesso Principe Branciforti.

Nelle celle impreziosite dagli affreschi del Velasco, erano ricostruite ambientazioni nelle quali i frati in cera accudivano alle loro attività conventuali.

Nella prima cella, l’ammiraglio Orazio Nelson, seduto davanti ad una tavola ben imbandita, pranzava in compagnia della sua amante Maria Carolina, mentre un cameriere negro li serviva.

Nella seconda e terza cella si ricordava l’amore infelice tra Comingio ed Adelaide che, secondo la leggenda, pur essendo molto innamorati, non riuscirono ad ottenere la dispensa papale per sposarsi, perché parenti prossimi.

Nella quarta stanza , in una cucina in muratura alle cui pareti erano affissi antichi utensili da cucina,  un frate cuoco  preparava due uova  al tegamino.

Proseguendo per il corridoio, nella prima stanza a sinistra un certosino lavorava tranquillo con un badile ed una cesta. Nella cella accanto Ruggero dei Normanni , seduto a un tavolo, era immerso nella lettura di un libro mentre, nella cella successiva, seduti attorno ad un tavolo, discutevano il principe Ercole Michele Branciforti, Re Luigi XVI di Francia e Ferdinando di Borbone. Nell’ultima stanza, una scena molto drammatica, ricordava la morte del principe Caramanico.

 

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